ACQUA elemento vitale

L'acqua assume una rilevanza fondamentale nell'alimentazione dell'uomo ed in particolare dell'atleta che in periodi pre=contest ricorre a talune manipolazioni, compresa quella dei fluidi, al fine di raggiungere la massima forma ed evidenziare il "cut",

per meglio figurare, in termini di qualità muscolare e minimo spessore cutaneo. L'acqua, però, è essenziale per tutte le manifestazioni della vita ed è il mezzo con cui avvengono tutte le reazioni metaboliche. Rappresenta anche il "carrier" di trasporto delle sostanze sciolte in essa - gli ioni -, e nell'organismo costituisce il 58% del peso corporeo dell'uomo e il 48% di quello della donna. Distinguiamo 2 comparti idrici fondamentali: quello intercellulare - per i 2/3 - e quello extracellulare costituito dal liquido interstiziale e da quello transcellulare. Il fabbisogno idrico giornaliero è di circa 1500-2400 ml d'acqua. Detto fabbisogno è aumentabile in particolari condizioni fisiopatologiche e per svariati fattori ambientali e sociali. L'impegno sportivo - agonistico o non - cui si sottopone l'atleta richiede un maggior introito di liquidi e quindi d'acqua. Il plasma sanguigno porta l'acqua a tutti tessuti del corpo, asportandone anche l'eccesso dai tessuti che è eliminata dall'organismo tramite il fegato, i reni, i polmoni e la pelle. Lo scambio d'acqua tra il sangue e le cellule avviene attraverso il liquido tessutale, in cui sono immersi tutti gli elementi cellulari. Il passaggio d'acqua presente nel liquido tessutale all'interno e all'esterno delle cellule avviene attraverso un processo chiamato osmosi.

EQUILIBRIO IDRICO

L'acqua è assunta dall'organismo non solo attraverso le bevande ma anche tramite i cibi, inoltre una piccola quantità si forma nell'interno del corpo dal metabolismo degli alimenti - acqua metabolica -. Essa esce dal corpo sotto forma d'urina, di sudore, di feci e di vapore acqueo che è eliminato insieme all'aria espirata.. La quantità d'acqua che va perduta sotto forma di vapore dipende dall'attività fisica e dalla temperatura esterna che agisce sulla termoregolazione corporea. La quantità che è eliminata dall'organismo sotto forma d'urina dipende in gran parte dalla quantità di liquidi ingerita. Per un adeguato funzionamento dei processi metabolici, l'acqua presente nell'organismo deve restare sempre all'interno di limiti relativamente ristretti; questa stabilità è ottenuta attraverso l'attività dei reni, che controllano l'equilibrio tra assunzione ed eliminazione dei liquidi regolando la quantità d'acqua escreta dall'organismo con l'urina. Il volume minimo giornaliero d'urina necessaria per eliminare le scorie dall'organismo è 0.5 litri, tuttavia la maggior parte degli adulti sani produce circa 1.5 litri d'urina il giorno. Il riassorbimento idrico avviene per opera dei reni o meglio delle unità strutturali che lo compongono - i nefroni - tramite la presenza dell'ormone antidiuretico ADH, prodotto dalla parte posteriore dell'ipofisi, che rende permeabile le pareti del nefrone distale all'acqua permettendone il riassorbimento. L'equilibrio dell'organismo è regolato anche mediante un altro meccanismo. Se c'è un eccesso di qualsiasi sostanza (es. zucchero o sale) sciolto nel sangue, che deve essere escreto nel rene, è necessaria una maggiore quantità d'acqua per compiere questa funzione. Ciò può provocare una disidratazione nonostante un aumento della produzione d'ADH, tuttavia in genere, l'eccesso è compensato da un aumento dell'ingestione d'acqua con risposta alla comparsa della sete.

LE ACQUE MINERALI

Con questa breve esposizione cercheremo di far comprendere a tutti i praticanti sportivi, senza alcuna distinzione di sesso e d età, la gran validità ed attualità delle acque minerali, viste dapprima com'elemento indispensabile per l'organismo e sicuramente importante rimedio curativo "naturale. L'utilizzo da parte degli atleti delle acque minerali dovrebbe avere un ruolo sicuramente rilevante, visti gli enormi poteri benefici delle sostanze disciolte in esse, e non meno importante contribuire a disintossicare l'organismo dai numerosi metaboliti prodotti dagli intensi work-out aerobici o anaerobici in relazione alle specifiche tipologie di allenamento.

Esiste una stretta affinità chimica tra le acque minerali ed il nostro organismo, infatti, le particelle contenute in esse costituiscono delle strutture similari a quelle molecolari, presenti nel nostro corpo. L'acqua si comporta come solvente e fa da supporto alla migrazione degli elementi ed allo sviluppo delle varie reazioni chimiche. Il carattere distintivo delle varie acque minerali è dato dalla loro origine - geologia - e dai loro contenuti chimica -. Questi fattori conferiscono alle acque minerali il cosiddetto `elemento curativo". I sali disciolti nelle acque minerali hanno un'origine endogena ed esogena. Quest'ultima è la principale fonte d'elementi disciolti, legata alla liscivazione del suolo nel quale circolano le acque. I sali d'origine endogena riguardano il vapore acque prodotto nella profondità della crosta terrestre attraverso i fenomeni magnetici. Tra i gas principali annoveriamo l'anidride carbonica e l'azoto. Questi sono detti liberi, mentre alcuni elementi rari quali l'elio, il cripton, l'argon ecc. sono presenti solo in traccia. Anche la temperatura è un riferimento importante collegato strettamente alla mineralizzazione. Dal punto di vista chimico, l'identificazione di un'acqua minerale può essere sostenuta prendendo in esame i seguenti parametri:

Colore, odore, limpidità, residuo fisso a 100 ° e a180°, ammoniaca, nitriti, nitrati, durezza, alcanilità, arsenico, ozono, temperatura, densità, indice di rifrazione, abbassamento crioscopico, pressione osmotica, conducibilità elettrica specifica, Ph, radioattività, gas disciolti.
Tra. questi, la determinazione del "residuo fisso", in altre parole della quantità totale di mineralizzatori fissi, contenuti in un'acqua, riveste una peculiare importanza. Infatti, oltre per la sua caratterizzazione chimico - fisica, i valori del residuo fisso, regolano la classificazione ufficiale delle acque minerali. La durezza dell'acqua è definita dal suo contenuto di sali di calcio e magnesio. Distinguiamo una durezza totale, che corrisponde al complesso di sali di Ca ed Mg in qualunque forma siano contenuti nell'acqua stessa, durezza permanente e durezza temporanea. La classificazione delle acque tiene conto dei vari parametri sopra descritti, ma sicuramente i criteri di valutazione legati alla quantità del residuo fisso a 1800, che è determinato della natura fisica dei sali in esso disciolto sono quelli che ci consentono di dividere le acque minerali in quella che si ritiene la suddivisione ufficiale:

OLIGOMINERALI: con residuo fisso inferiore a gr.0.2/litro;
MEDIOMINERALI: con residuo da gr. 0.2 a gr.1 per litro;
MINERALI: Con residuo superiore a gr.1 per litro.


Cercheremo nella successiva elencazione di fornire una "carta d'identità" delle varie tipologie di acque presenti in Italia ed il loro indirizzo terapeutico, il tutto scaturito da ricerche e convinzioni ben ancorate a certezze scientifiche. In base ai sali minerali le acque si distinguono in:
SALSE - SOLFUREE- ARSENICALI-FERRUGINOSE - BICARBONATE - SOLFATE CARBONICHE. Acque oligominerali - Fiuggi, Peio, S. Bernardo, Lurisia, S.Anna di Vinadio ecc.­
Hanno un residuo fisso inferiore a 0.2 gr per litro e sono caratterizzate - oltre che dai comuni mineralizzatori: ione calcio, sodio, magnesio e cloro anche dalla presenza in che tracce di metalli pesanti, tipo il ferro, il rame, il magnesio ecc. Alcune di esse sono radioattive: lurisia. Somministrate per bibita, le acque oligominerali, sono assorbite rapidamente nel tratto gastrico-intestinale e altrettanto rapidamente sono convogliate al rene. L'aumento notevole di liquido nell'ambito del sistema della vena porta determina un "urto idrico sul tessuto epatico', producendo una specie di lavaggio metabolico. L'azione biologica degli elementi presenti in esse opera come biocatalizzatori a livello cellulare, in grado di favorire con la loro presenza l'attività dei fermenti cellulari - azione zimostenica - Le acque oligominerali nei confronti dei liquidi biologici che costituiscono l'ambiente interno dell'organismo, non si limitano, infatti, a transitare attraverso esso, ma danno luogo ad un complesso di interazioni metaboliche. L'azione elettiva sull'apparato renale si esplica sulla muscolatura delle vie urinarie e sull'eliminazione di piccoli calcoli, detriti salini - azione di lavaggio antimicrobica - che porta anche alla normalizzazione del Ph urinario.
Si verifica anche un aumento della diuresi per
:

  • Azione renale diretta, attraverso un potenziamento funzionale del tessuto renale integro;
  • Azione sul diencefalo: impulsi sull'ipofisi posteriore che determinano inibizione dell'ormone
    antidiuretico;
  • Azione sull'interstizio: aumento della permeabilità di membrana, azione disimbibente;
  • Mobilizzazione dell'acqua dai tessuti edematosi;
  • Azione sul metabolismo delle purine, con aumentata eliminazione d'acido Lirico.

DIURESI E RICAMBIO IDRO-ELETTROLITICO


L'acqua totale dell'organismo' costituisce circa il 58% del peso corpo nell'uomo e il 48% nella donna. L'acqua si diffonde liberamente in due comparti idrici fondamentali: quello intercellulare (per i 2/3) e quello extracellulare costituito dal liquido interstiziale e da quello transcellulare. Lo scambio dell'acqua tra i due comparti è dell'ordine di migliaia di litri il giorno, anche se il volume compartimentale tende a mantenersi costante attraverso la pressione osmotica e le pompe di membrana cellulare. Meccanismi complessi che coinvolgono osmorecettori e recettori di volume regolano i volumi idrici dell'organismo. Le perdite idriche possono essere extra renali (sudore) e renali. La funzione renale è resa possibile, nei processi che portano alla formazione di urina, da un'organizzazione strutturale che fa capo ad un'unità anatomo-funzionale: il nefrone. I nefroni situati nella zona corticale esterna hanno anse corte scarsamente sodio-ritentrici, mentre i nefroni iuxtamidollari, della zona corticale interna e midollari esterna, sono invece dotati di ansa lunga sodio-ritentrici. Le principali funzioni renali riguardano:
LA FILTRAZIONE GLOMERULARE, IL RIASSORBIMENTO, LA SECREZIONE TUBOLARE, tutte strettamente integrate tra loro. Altre attività, non meno importanti, sono rivolte alla produzione di sostanze ad azione ormonale e ad attivarne localmente altre in grado di regolare l'emodinamica intrarenale - renina, prostaglandine, callicreina, dopamina ed eritropoietina, quest'ultima incrementa l'eritropoiesi stimolando il midollo.

LA RENINA
E' un enzima proteolitico che forma l'angiotensina I, la quale viene trasformata successivamente in angiotensina II. Quest'ultima sostanza ha una potente azione vasocostrittrice, produce riduzione del flusso ematico e stimola la produzione di aldosterone, che aumenta il riassorbimento' cloro sodio e la secrezione di potassio.

LE PROSTAGLANDINE
Quelle renali modulano l'emodinamica e la secrezione renale. Sono prodotte dal metabolismo di acidi grassi insaturi tra i quali l'acido arachidonico e l'eliminazione avviene per la maggior parte per la maggior parte per via urinaria e in minima parte con catabolizzazione polmonare. Il ruolo delle prostraglandine s'identifica nell'attenuazione della vasocostrizione renale indotta da stimoli nervosi ed ormonali, con influenza sull'escrezione renale di sodio, cloro e potassio.

LA DOPAMINA
E' il precursore metabolico d'adrenalina e noradrenalina. Il rene produce dopamina che avrebbe azione locale.

FILTRAZIONE
L'ultrafiltrazione di sangue avviene soprattutto a livello della membrana basale dove vi è selezione tra piccole e grosse molecole. Il passaggio attraverso il filtro glomerulare dipende dalla forma, dalla deformabilità e dalla carica elettrica delle molecole. Il processo di filtrazione è regolato da vari fattori fisici:

* Flusso plasmatico renale,
* Permeabilità glomerulare,
* Pressione idrostatica intracapillare,
* Variazione di numerosi fattori chimico-fisici ed influenza ormonale.

RIASSORBIMENTO
L'eliminazione di urina si aggira intorno all' 1 % della quantità filtrata, l'urina definitiva ha composizione diversa dal liquido filtrato che deve essere recuperato durante il passaggio attraverso le strutture del nefrone.Il riassorbimento dei soluti e dei liquidi hanno lo scopo di mantenere entro i limiti di normalità l'equilibrio idroelettrico acido base.Lo stesso riassorbimento può avvenire passivamente senza consumo d'energia può avvenire passivamente senza consumo d'energia, per differenza di concentrazione o per trasporto attivo che consiste nel movimento di molecole attraverso la membrana tubale per opera di forze attive le quali necessitano di dispendio energetico derivante dal metabolismo cellulare.

SECREZIONE
E' un meccanismo di parte attivo e in parte di semplice diffusione passiva, mediante il quale alcune sostanze sono rimosse dai vasi anteriori peritubali e trasportate nel lume tubolare. Con questo processo sono eliminati gran parte degli acidi e delle basi organiche e varie sostanze estranee all'organismo.

SODIO, CLORO E POTASSIO
Il sodio è il catione più importante dell'organismo, distribuito prevalentemente .nei liquidi extracellulari
(il comparto si riduce per mancanza di sodio),. mentre è scarsamente rilevante la quantità intracellulare. Il sodio controlla il volume e la pressione osmotica del comparto extracellulare e per la maggior parte è eliminato con le urine. Il ricambio giornaliero medio è di circa 100-50 mEq contenuti negli alimenti, ma può essere mantenuto anche un bilancio con apporti molto inferiori. L'eccesso di sodio provoca l'aumento della pressione osmotica extracellulare, con fuoriuscita d'acqua dalle cellule e riduzione dei volume intracellulare. Di contro, la diminuzione del. sodio extracellulare determina passaggio d'acqua all'interno della cellula. Il potassio è il catione distribuito per la quasi totalità nel comparto intracellulare (98%), mentre è scarsamente rappresentato nel comparto cellulare. La concentrazione plasmatica di K dipende dalla velocità d'assunzione o liberazione dalle cellule, dalla velocità d'eliminazione renale, dalla variazione e volume del compartimento extracellulare ed infine dalla somministrazione esogena. Il ricambio giornaliero medio è di 50-80 mEq. E' importante rilevare che se l'introduzione del sodio viene a mancare, cessa l'eliminazione urinaria, mentre se l'apporto di potassio è ridotto a zero, l'escrezione urinaria pur riducendosi notevolmente non cessa mai completamente. Ogni cellula nella sua normalità tende a mantenere alto il contenuto di potassio rispetto all'ambiente esterno. (interstizio) per mezzo della pompa cationica che espelle il sodio trattenendo il potassio. Quando questo meccanismo è deficitario, il potassio passa dall'interno all'esterno della cellula ed è rimpiazzato in parte dal sodio e in parte dall'idrogeno. Il ricambio di potassio è strettamente legato a quello del sodio, l'eliminazione aumenta ogni qualvolta l'organismo riassorbe più sodio, diminuisce ogni qualvolta l'apporto sodico è ridotto. Anche l'aldosterone interferisce sul riassorbimento di questi elettroliti, l'iperaldesteronismo è caratterizzato da maggior riassorbimento di Na+ e da aumentata eliminazione di K+. La somministrazione di glucosio e insulina oppure di bicarbonati favorisce l'ingresso dei potassio nelle cellule, accentrando lo squilibrio tra intra ed extracellulare. Definiamo l'ipopotassiemia l'aumento del rapporto tra la concentrazione intra ed extracellulare di potassio e viceversa l'iperpotassiemia, la riduzione di questo rapporto. L'ipopotassiemia si accompagna a disturbi muscolari, nervosi e cardiaci mentre l'iperpotassiemia riveste una sintomatologia di maggior gravità (fibrillazione e anche arresto cardiaco). Il riassorbimento del sodio comporta l'attivazione di un meccanismo chiamato pompa del sodio, che sfrutta l'energia derivante dai processi metabolici, contemporaneamente alla modificazione del liquido filtrato, il potassio è riassorbito per il 70% da un altro meccanismo attivo denominato pompa del potassio. Il cloro è l'anione contenuto nell'organismo in maggior quantità e distribuito soprattutto nei liquidi extracellulari. L'introduzione avviene principalmente come cloruro di sodio. La concentrazione del cloro segue lo stesso andamento di quello del Na e, assai meno dei K. L'ipercloremia è un segnale indiretto d'acidosi tubolare.

RIASSORBIMENTO DEL CALCIO E DEL FOSFORO
Del calcio normalmente introdotto con la dieta - 600-900 mg/die - ne vengono assorbiti il 30-35%. Circa 14,5 gr di calcio vengono filtrati nelle 24 h dai glomeruli renali, ma solo I'l% di questa quantità viene eliminata nelle urine. I fosfati sono anch'essi riassorbiti prevalentemente nel tubulo prossimale dove circa il 70% del carico filtrato di questi ioni è riassorbito con un meccanismo attivo. Il riassorbimento di magnesio - importante catione intracellulare - sarà oggetto di una successiva ed approfondita trattazione.

RIASSORBIMENTO DELL'ACQUA
Il fabbisogno idrico giornaliero è di circa 1500-2400 ml d'acqua. In linea generale, avendo sottratto l'acqua prodotta dall'ossidazione endogena, detto fabbisogno è valutato in un valore medio di 1700 ml, che è suscettibile d'aumento anche cospicuo, per una serie di condizioni fisiologiche e patologiche. Il riassorbimento idrico avviene lungo tutto il nefrone, con differenti modalità, e dipende dalla presenza d'ormone antidiuretico (ADA) che rende permeabile le pareti del nefrone distale all'acqua permettendone il riassorbimento.

 

 

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