STUDI SULLA MELATONINA
- 03 Gennaio 2008
- Ultima modifica il 05 Dicembre 2008
- Data pubblicazione
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Non è un farmaco, ma una molecola naturale i cui effetti ed innocuità sono molto ben conosciuti.
E' stata isolata da Lerner negli anni Cinquanta. Successivamente sono stati effettuati studi nei quali la melatonina veniva somministrata in dosi enormi nell'uomo per settimane e non dava luogo ad effetti collaterali. Inoltre nessun ricercatore è riuscito a far morire un topo in laboratorio anche somministrando dosi altissime.
Il nome le è stato attribuito per la sua proprietà di indurre la mutazione dei cromatofori, cioè delle cellule melanociti che trasportano il pigmento responsabile ad es. della colorazione della pelle.
E' presente ovunque (nei vegetali, nel latte, in tutti gli esseri viventi).
La melatonina si limita fondamentalmente a proteggere la ghiandola pineale, restaurando indirettamente i ritmi ormonali giovanili.
La sua carenza rappresenta un importante segnale di invecchiamento : quando il livello di melatonina diminuisce, si invecchia.
Il suo meccanismo di azione pare non sia né di natura chimica, né biochimica, né recettoriale, né ormonale. Il principio sul quale si basa la melatonina non è farmacologico, consiste invece nel creare un picco notturno più o meno alla stessa ora tutte le notti.
Secondo alcuni non può essere considerata un ormone, infatti viene sintetizzata nell'organismo anche da altri organi e non solo dalla pineale; se si asporta la pineale la melatonina circolante non scompare come invece avviene quando vengono rimosse le ghiandole endocrine (ipofisi, tiroide, surrenali, gonadi); non esiste alcun fattore di rilascio per la melatonina come invece si verifica con tutti gli ormoni classici; se somministrata a dosi enormi di grammi al giorno per via orale non ha provocato effetti collaterali, contrariamente a qualsiasi ormone (da uno studio olandese).
La somministrazione prolungata di melatonina non può indurre atrofia della pineale, infatti l'inibizione della sintesi dopo somministrazione orale non sembra dipendere come accade per gli ormoni classici dall'inibizione della sintesi dei fattori trofici, ma da una semplice inibizione retroattiva prodotta dalla stessa melatonina. Se si somministra melatonina esterna gli enzimi dell'organismo umano non si attivano per produrla, semplicemente invece la ghiandola si mette a riposo. Quando cessa la somministrazione di melatonina, la produzione endogena riprende come prima, anzi si afferma anche meglio di prima.
Qualche studioso ha iniziato a pensare che restaurando i ritmi notturni di melatonina, i quali hanno a che fare con i cicli ormonali, è possibile ottenere dei benefici.Questa molecola pare risincronizzare l'organismo, mantenendo integri sistema neuroendocrino, ormoni e sistema immunitario.
Sembra inoltre lavorare in sinergia con vari farmaci migliorandone sensibilmente l'efficacia.
In realtà, da esperimenti effettuati sui topi, si è notato che non è la melatonina a prolungare la vita ma la ghiandola pineale, se trapiantata da un topo giovane ad uno vecchio. E viceversa il trapianto di una ghiandola pineale invecchiata in un topo giovane, che conservava la sua pineale giovane, lo faceva rapidamente invecchiare (lavori del Prof. Pierpaoli pubblicati nel 1994 su Proceedings of the National Academy of Sciences degli USA). Questo porta a pensare che la pineale vecchia porta un programma di invecchiamento che supera qualsiasi ostacolo, ignorando anche il segnale della pineale più giovane. Si potrebbe quindi pensare di asportare in un organismo la ghiandola pineale non appena questa inizia a portare i segnali di invecchiamento, sperando di arrestare il processo di invecchiamento stesso.
Il professor Walter Pierpaoli è probabilmente il massimo studioso mondiale sulla melatonina (ad esempio la formulazione Key Melatonin è composta anche da zinco orotato).
Evitare alla pineale di invecchiare pare quindi ritardare l'invecchiamento dell'intero organismo.
Nell'uomo il trapianto di pineale è arduo in quanto ci sono enormi problemi di rigetto. Ovviamente la rimozione della ghiandola pineale è comunque un estremo rimedio.
Un intervento antietà costante nel tempo, grazie all'opera graduale di una molecola come la melatonina sarebbe possibile.
La melatonina potrebbe rendere del tutto inutili una certa parte di farmaci attualmente in circolazione.
La melatonina protegge la ghiandola pineale dall'invecchiamento, avendo una potente azione antinvecchiamento sulla ghiandola. Questo è dimostrato sui topi da studi scientifici. In caso di somministrazione di melatonina dall'esterno, la ghiandola pineale invecchia meno rapidamente, rallentando tutto il programma di deterioramento dell'organismo.
La ghiandola pineale mantenuta giovane rallenta l'invecchiamento dell'intero organismo ----> la melatonina rallenta l'invecchiamento della pineale mettendola a riposo, la quale sembra impartire l'ordine di invecchiare, questo in evidenza il concetto.
Infatti se la melatonina è somministrata dall'esterno, la ghiandola pineale non ha più bisogno di produrla, rallentando il proprio invecchiamento e adempiendo per intero alla produzione di altre importanti sostanze come ad es. il TRH
E' dimostrato che la melatonina non presenta effetti tossici neppure se venisse somministrata in quantità di diversi cucchiai al giorno!
Se il livello di melatonina risulta basso, la somministrazione esogena (dall'esterno) rimpiazza la carenza; se il livello endogeno (già presente nell'organismo) risulta alto, la somministrazione ulteriori di melatonina non ha alcun effetto, l'organismo trattiene la dose sufficiente, eliminando con le urine il resto.
Da studi scientifici si è dimostrato inoltre che la melatonina normalizza i livelli di zinco nell'età avanzata. Pare altresì che assumendo melatonina ogni parametro risulta migliorato.
Altri effetti della melatonina sono documentati : sostiene la funzione immunitaria, abbassa i livelli di colesterolo nel sangue, protegge dagli effetti negativi dello stress, ripristina i ritmi del sonno, aiuta a difendersi dal cancro e dalla malattie cardiache, stimola e sostiene la funzione sessuale (mettendo a riposo la pineale e risincronizzando i ritmi ormonali giovanili).
E' stato effettuato uno studio clinico circa le capacità della melatonina di ripristinare i ritmi ormonali antecedenti la menopausa, per avere una risposta anche sulla capacità della melatonina di invertire il processo di invecchiamento generale nell'organismo. Lo studio ha avuto effetti positivi! (effettuato presso la clinica Madonna delle Grazie di Velletri dal Prof. Walter Pierpaoli e il dottor Giulio Bellipanni, pubblicato sulla rivista Experimental Gerontology 36, 2001, 297-310). E' stato effettuato tra donne di 42-62 anni, mostrando che la melatonina in soli sei mesi è riuscita a riprestinare deficit ormonali in donne di età variabile fra i 42 e i 62 anni. Anche i valori tiroidei venivano normalizzati, diminuisce la depressione. Sono stati somministrati 3 milligrammi di melatonina alla sera per 6 mesi.
Esistono anche dei kit salivari per misurare il livello di melatonina.
La dose massima sperimentabile dovrebbe essere di 3 milligrammi la sera, provando eventualmente a diminuire la dose (anche dividendo in due una compressa).
La somministrazione deve avvenire la sera prima di spegnere la luce e dormire : durante il giorno altererebbe il ritmo. Assumendola di sera non si fa che assecondare la natura, mettendo a riposo la pineale che non si deve sforzare di produrla e permettendo la resincronizzazione dei ritmi ormonali.
E' in concentrazioni elevatissime nel nucleo delle cellule.
Addirittura vi sono stati studi nei quali la melatonina mostra benefici effetti nei malati affetti ad AIDS, somministrando melatonina purissima insieme a selenio e zinco. La melatonina è prodotta e secreta da diversi tessuti ed organi, ma di notte solo dalla ghiandola pineale.
Stimola la produzione dell'ormone della crescita. Promuove la crescita delle cellule del midollo osseo. E’ essenziale che sia in forma purissima.
